Il bambino inibito, arrabbiato, onnipotente, oppositivo, iperattivo
Sono alunni che non sanno gestire le loro emozioni forti e che utilizzano una comunicazione non adeguata al loro bisogno e al contesto.
Le nostre sedute rassicurano e creano intorno a loro aree di sicurezza. Gli operatori creano un clima di fiducia e sanno attendere, sono discreti e mettono in atto l'ascolto attivo. Predispongono giochi e strutture adatte a contenere e a far elaborare le emozioni per prenderne le distanze. |
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Il bambino che proviene da altre culture
La storia personale di ciascuno costituisce il suo "passepartout" di ingresso
nel mondo. La nostra identità è un'alchimia particolare tra ciò che noi pensiamo
di noi stessi, ciò che desideriamo essere e ciò che gli altri pensano di noi. Certo
è che nessuno può scoprirla senza tessere particolari legami con chi ci sta intorno
e tali rapporti possono avere una valenza oppositiva, costruttiva, distruttiva o
arricchente a seconda delle "conferme" o "disconferme" che dagli altri ci provengono.
Il gioco ha un linguaggio universale ed è a questo che noi ci rifacciamo per creare
una condivisione di senso.
Il bambino diversamente abile
Le diversità, le disabilità, spesso conducono a situazioni di disagio relazionale,
sociale, cognitivo che non vanno ignorate o nascoste, ma interpretate ed affrontate
per aiutare il soggetto a rielaborare la propria difficoltà e a trovare i supporti
necessari per crescere. La finalità principale è quella di dare una risposta di
prevenzione delle forme di emarginazione. È questo un percorso che tende dunque
a valorizzare i ragazzi diversamente abili vedendoli come risorsa per la crescita
durante l'esperienza psico-espressiva sia in ambito scolastico che extra scolastico
con una didattica inclusiva.